Bovolone - Origine del nome
Una tradizione orale antica vuole che il nome "Bovolone" corrisponda a "Terra delle rane". Vero o no, il nome è certamente di origine longobarda e deriva dal termine "boto" il cui significato resta tuttavia assai incerto. Il nome latino di "Bodolonus" confermerebbe però l'antica tradizione suffragata del resto anche dal termine di "rana bodoli" ancor oggi dato ai girini prima di diventare rane. Studiosi storici peraltro fanno derivare l’antico nome Bodolonem da "Bodos" che, nell’antico idioma greco-romanico significherebbe "piano della crea" cioè pianura della crea, terra argillosa adatta per fare anfore e mattoni. Infatti esiste tuttora la località Creari, dove storicamente erano insediate fornaci. Il territorio comunale di Bovolone è attraversato, in direzione nord-sud, dalla depressione che forma la la valle del fiume Menago. Il sio fondo, a 20 metri sul livello del mare, è delimitato ad Est e a Ovest da due cordoni sabbiosi situati a 25-26 metri. Su quello orientale scorre la strada che da Verona porta a Legnago. Lungo di essa si trova, oltre al capoluogo, la popolosa frazione di Villafontana, che forma parrocchia autonoma.
Feudo Vescovile
Il primo documento storico risale alla data del 24 giugno 813 quando il monaco benedettino Ratoldo, Vescovo di Verona (803 - 840) emanò un "previlegio" noto come "pagina firmitatis" che distribuiva in quattro parti uguali (Vescovo, Clero, poveri e Fabbriche della Chiesa) le rendite del feudo di Bovolone "sua terra". Il feudo venne confermato dai Vescovi, Papi ed Imperatori successivi. Anche gli Scaligeri e la Repubblica Veneta riconfermarono al Vescovo di Verona gli antichi privilegi di "Conte di Bovolone", i diritti e le prerogative di gestione dei beni e della giustizia. Il feudo vescovile cessò di essere tale dopo circa un millennio e precisamente nel 1796 con la conquista del territorio da parte di Napoleone Bonaparte che fece scomparire la struttura giuridica esistente sopprimendo ogni privilegio. Nel 1866 Bovolone entrò a far parte del Regno d’ Italia.
San Giovanni in Campagna
Studi recenti eseguiti dal Prof. Remo Scola Gagliardi, attribuiscono il ruolo di Prima Pieve di Bovolone (dal VIII al XII secolo) al notevole complesso sacro denominato San Giovanni in Campagna situato a circa 4 Km di distanza dal centro di Bovolone, lungo la strada che conduce a Concamarise, in piena campagna. L'edificio era a tre navate di cui oggi rimangono quella centrale e quella di sinistra, nella cui abside si conserva un affresco bizantineggiante. Il campanile, in stile romanico, è di cotto e ciottoli. Davanti alla chiesa il Battistero ottagonale riccamente decorato al suo interno da affreschi cinquecenteschi riproducenti la vita del Santo. L'altare è settecentesco.
L'Oratorio di San Biagio
La vecchia chiesa parrocchiale, intitolata in epoca rinascimentale, ai Santi Rustico e Fermo. Al suo interno si segnala il coro ligneo settecentesco e due grandi tele raffiguranti la Cena di Emmaus e Melchisedec che offre il pane ed il vino ad Abramo, restaurate ad opera della Soprintendenza per i Beni Artistici del Veneto. Sono opera di Nicola Marcola e recano la data del 1766.
Palazzo Corte Salvi
Centro culturale il Palazzo Corte Salvi, ex sede municipale, centro culturale, sede della Pro Loco di Bovolone, del punto IAT e dell'Informagiovani. Ospita mostre, rassegne, corsi di formazione.
Palazzo Vescovile
Dell’antica Corte Castello del Vescovo di Verona a Bovolone la testimonianza più importante è il Palazzo Vescovile, attuale sede municipale. Un bel portale bugnato cinquecentesco consente l'accesso al rustico posteriore con la sottostante caneva, oggi pertinenze della Biblioteca Civica. La corte-castello era il centro nevralgico di tutta l'organizzazione preposta alla gestione del patrimonio vescovile (3062 campi dei quali 460 in gestione diretta).
Villa Gagliardi
Tra le ville attualmente esistenti a Bovolone, è forse la più ben conservata, avendo mantenuto intatte le forme originali.
Costruita nel 1867 su progetto dell'architetto Giacomo Franco, l'edificio lascia trasparire le forme tipicamente palladiane secondo il più delicato tatto veneziano. La villa è ancor oggi abitata dagli eredi della famiglia Gagliardi.