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COLOGNOLA - VICENZABIONDE

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Colognola ai Colli - Cenni Storici
Situata ad est di Verona, da cui dista 17 Km.circa, si trova a 175 m. s.l.m. Il nome Colognola dimostra l’evidente derivazione latina: da Colonia-Coloniola. Anticamente fu borgo romano (vicus), come rivelano le numerose testimonianze fornite da cippi, lapidi, colonne, altari, ecc. Infatti, l’odierna frazione Cadellara era luogo di culto pagano: Ca’ dell’ara. Proprio da qui passa la via Postumia (Genova-Aquileia), costruita dai Romani nel 148 a.C., che poi attraversa la frazione Decima (nome derivato dalla X miliare). Colognola fu, infine, teatro di battaglie durante l’epoca napoleonica ed austriaca. Dove sorgeva il castello, punto solidamente fortificato all’epoca romana, fu innalzata (sembra nel 1200) la chiesa dei S.S. Fermo e Rustico che, con il profilo del campanile, è punto di riferimento per tutta la vallata circostante.  


Santa Maria Annunciata o Santa Maria della Pieve (Pieve di Colognola)
Nello stesso sito in epoca Pagana, prima dell’avvento del Cristianesimo, esisteva un tempietto dedicato al Dio Mercurio, la cui lapide (o almeno una parte) è murata nella facciata sinistra della Pieve.
  
A Colognola ai Colli dell'epoca romana restano numerosi reperti archeologici e le basi di Villa Spinola, con il suo bel parco e della seicentesca Villa Peverelli. Altre ville molto belle sono Villa Glisenti del XIX secolo, Villa Carcereri del XVI secolo, Villa Fano, Villa Cometti, Villa Moscardo e Palazzo Bertani.
Monumento interessante è senz’altro la Pieve di S. Maria, costruita sui resti di un tempio pagano dedicato a Mercurio (degni di nota gli affreschi del XIV-XV secolo).


Cronologia

Nel V sec. d.C. avviene la demolizione del tempietto pagano e costruzione di un piccolo oratorio Cristiano. 1000 d.C. Demolizione dell’oratorio Cristiano e costruzione della attuale ”scatola muraria della Pieve”. Ogni epoca ha lasciato traccia di sè. Per costruire l’edificio attuale sono stati riciclati vari materiali fra cui quelli dei precedenti edifici (ne è esempio la lapide di Mercurio). Non si conosce il nome dei progettisti o dei maestri muratori. 1145 d.C. Il Papa con una bolla papale intitolata “Pie Postulazio” conferma al Vescovo di Verona i diritti della Pieve su quattro cappelle: S. Nicolò, S. Vittore, S. Zeno, S. Fermo e Rustico “in arce” (cioè sul monte). 1456 d.C. Durante una visita Pastorale il Vescovo di Verona trovando la Parrocchia in cattivo stato decide di spostare il titolo di Parrocchia alla Chiesa di S. Fermo e Rustico “in arce”. 1620 d.C. Tentativo fallito di rubare il fonte Battesimale alla Pieve. (N.B. Il fonte Battesimale aveva un significato importante perché in origine almeno fino al 1300 per essere Battezzati bisognava recarsi al fonte Battesimale della Pieve). 1630 d.C. Anno della famosa peste descritta anche nei Promessi Sposi da Alessandro Manzoni. La Serenissima impone la scialbatura cioè una mano di calce ricopre tutte le pareti dei luoghi pubblici compresa la Pieve. 1759-1760 d.C. La Compagnia dell’ Annunciata abbellisce la Chiesa con archi e colonne con capitelli ionici. Si acquista dalla vecchia Parrocchiale di Caldiero un altare e si eseguono alcune decorazioni. Fine del 1800 Si chiama il Capomastro Zampini Raimondo detto Angelo di Pescantina ad aggiungere una nuova cella Campanaria. 1916-1917 Per munificenza di Basilio Turco, la chiesa della Pieve torna ad essere nuovamente Parrocchia perché il Turco riacquista il titolo dal Vescovo Bacilieri. Nella sacrestia c’è una lapide che ricorda il fatto


La figura di Cristo compare in croce e all’ interno di un clipeo (o scudo o mandorla) inserito all’interno delle ultime lettere dell’alfabeto greco: mega. Il dipinto prende spunto da una statua lignea che si trova nel Duomo di Lucca. Nella Pieve compaiono sculture sia lignee che in pietra. Un dittico in tufo grigio rosa di Verona realizzato nel 1430 da Bartolomeo Giolfino. Nell’ altare maggiore una copia in gesso di una Madonna cinquecentesca ora perduta. Ai lati dell’altare due statue lignee : San Pietro con le chiavi e San Paolo con la spada, in legno colorato di bianco. Vi sono poi una serie di sculture di pietra tenera del 1759-1760 raffiguranti angeli.


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