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ILLASI - VICENZABIONDE

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Illasi - Cenni Storici
La presenza di Roma in val d'Illasi è stata da tempo accertata da illustri studiosi. Fu Olindo Viviani che per primo studiò i reperti archeologici e il territorio della valle per indagare sulla romanità di questa provincia veronese. I primi contatti tra la gente che abitava a Verona e Roma risalgono al H sec a.C. Alcuni scrittori dei memorie locali hanno tentato, nei secoli scorsi, di dare un atto di nascita da Latii, nome usato in altri documenti di origine latina. Secondo costoro, questo nome è plurale di Latius e significa: abitanti del Lazio; il paese, dunque, avrebbe avuto origine da un gruppo di coloni laziali stabilitasi su questi colli non molto dopo la conquista romana; il villaggio, cosi fondato, sarebbe stato chiamato Latii, perché ricordasse il luogo della loro provenienza. Nel 148 a.C. il console Postumio fece costruire una strada che, attraversando da ovest ad est tutta la pianura Padana, univa Genova con Aquileia, passando per Verona. Intorno all' anno 300 a.C. nella zona compresa tra Caldiero e Tregnago si formò una grossa colonia romana. Nel 260 d.C. erano iniziate le invasioni barbariche e l'Impero Romano riunì i suoi soldati verso il nord per cercare di fermare i barbari. In quegli anni Roma produsse una grande quantità di monete di bronzo che servivano per pagare i soldati mercenari e che venivano accumulate in grandi depositi sotterranei e uno di questi si trova nella zona di Illasi. A Cellore, frazione di masi, sono state trovate alcune monete del I sec d.C.; erano forate e probabilmente facevano parte di una collana. A Cisolino furono trovati i monumenti funebri della famiglia Sertori. Nel 1827 a Cellore fii rinvenuta una stele che riproduceva una donna di nome Salvia che era una sacerdotessa addetta al culto di una divinità romana. Sempre a Cellore fu scoperta una tomba romana contenente un' anfora di terra cotta alta circa un metro e due ampolle di vetro. A Sorcè di Sotto si trovò un 'iscrizione romana che ora si trova accanto all' entrata del Municipio di Illasi.Dopo la caduta dell' Impero Romano d' Occidente (476 d.C.) a Illasi si stabilirono alcune tribù di barbari e tra queste i Longobardi. Molti nomi di località che circondano Illasi sarebbero di origine longobarda, come: Garzon che significa "posto di vedetta" e Guala che vuoI dire "luogo fortificato".
A Cellore, durante gli scavi per la nuova chiesa (1878), si scopri una necropoli contenente:
- tre tombe maschili e una femminile;
- due scudi e una lancia;
- un paio di forbici per tosare;
- un braccialetto in bronzo;
- due splendide croci in lamina d' oro, con i tipici disegni longobardi.


Il castello di Illasi
Si hanno informazioni certe sul castello d'Illasi dal 971. Nel 1004 diventò proprietà privata del diacono Moisè. Nel 1223 era diventato di patrimonio della famiglia Montecchi che passati circa dieci anni lo donò a frate Giovanni da Schio. Nel 1243 fii preso in possesso da Ezzelino da Romano che per ordine del Papa Nicolò IV dovette ristrutturare il castello che cominciava ad andare in rovina. Un nuovo documento datato 27 giugno 1289 e diretto al vescovo di Mantova attesta una donazione ad Alberto I della Scala e suoi discendenti da parte del Pontefice. Motivo della donazione èra la riconoscenza da parte del Papa verso lo Scaligero che aveva catturato a Sirmione un numeroso gruppo d'eretici.   

Nel XIII diventò proprietà privata dei Della Tavola. Nel 1280 un attacco padovano lascia i segni del suo passaggio. Più seri però furono i danni che seguirono l'attacco delle truppe veneziane che dovevano strappare il castello ai de Carrara, alleatisi con Guglielmo figlio illegittimo di Can Grande della Scala. Il castello tornò ad essere " casa dì guerra" nel 1439, infatti, i128 marzo di quell'anno Nicolò Piccino, pose le tende ad Illasi dopo aver inflitto alle truppe veneziane una dura sconfitta e occupato il castello di Soave. Cosi il castello d'Illasi fii sorvegliato da una guarnigione comandata da Tabiolo del Borgo che la difese strenuamente finché andò a finire nelle mani del Piccino. Catturato e spogliato dei suoi averi Tabiolo fu costretto ad obbedire agli ordini dei Gonzaga. Il castello così ritornò nelle mani della Repubblica di Venezia e la rocca perse la sua importanza militare, sicché Venezia decise di concederla in feudo ad un suo valoroso condottiero Girolamo Pompei. Nella sua funzione di dimora signorile attorno alla metà del XVII secolo venne sostituito con una villa costruita al piede dello stesso colle. Le cortine del castello secondo un tracciato pressoché ellittico e rafforzate da otto torricelle appartengono al più antico impianto feudale, mentre il mastio ed il palazzo risalgono ai primi scaligeri. Il mastio è alto 32 m, con una pianta quadrata di 10 m e forse fondato su un alto zoccolo scarpato di pietra. Probabilmente doveva essere utilizzato a cisterna o a magazzino. Il "cassero" e coronato con merlature attorno ad un terrazzo sommitale, praticabile. Costruito soltanto a poco più 15 m di distanza della torre, anch'esso possiede un accesso elevato su uno zoccolo alto circa 8 m. Entrambi gli edifici, con merlature spesse mediamente più di 3 m, furono realizzati in conci regolari e ben connessi, d'ottima pietra di taglio locale.

Villa Pompei-Carlotti 1730-1740
Illasi è il capoluogo della valle omonima e deve il proprio assetto all'agglomerarsi di residenze nobiliari con parco e rustici. La villa Pompei-Carlotti è una maestosa costruzione settecentesca che sorge proprio nel centro cittadino. In accordo con la tipologia propria di questi edifici, la villa comprende un corpo centrale, in questo caso preceduto da un colonnato, e due ali di collegamento con le colombaie.


Villa Sagramoso-Perez-Pompei
Villa Sagramoso Perez Pompei è sita ad Illasi, nella valle omonima. Storicamente è il centro del feudo Pompei costituito nel 1509 dal doge Gerolamo Priuli, in favore di Gerolamo Pompei e fratelli, considerati i loro meriti acquisiti durante la guerra allora in corso contro la lega di Cambrai. In conseguenza della tale essi perdettero tutti i loro beni e misero a rischio la loro vita soprattutto nella cattura del marchese di Mantova. L'investitura, concedeva ai Pompei signoria sul castello, giurisdizione sul territorio e il titolo di conti di Illasi. L'ordinamento feudale restò in vigore fino al 1797, anno della caduta della Repubblica di Venezia. Nei tre secoli intercorsi i Pompei si distinsero come uomini d'armi e condottieri e fornirono alla Serenissima Repubblica reparti armati di reclutamento locale.
L'ultimo conte della dinastia Pompei, Antonio, mori nel 1885. Il titolo e la proprietà passarono allora al di lui cugino Giovanni Perez, che assunse il doppio cognome Perez Pompei. Sua figlia andò in sposa ad Antonio Sagramoso da cui deriva il nome attuale della Villa.


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