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LONIGO - VICENZABIONDE

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Lonigo - Cenni Storici
Probabilmente il nome deriva da "fundus Leonicus", nel significato di terreno, possedimento di Leo; fantasiosa la derivazione dal segno astrologico del Leone, sotto il quale avrebbe avuto inizio la costruzione del castello. Nel suo territorio furono rinvenute tombe preromane e una lapide funeraria di epoca romana. Il castello di Bagnolo è ricordato nel 997, mentre Lonigo stessa appare nominata soltanto nel 1046; in epoca romana, comunque, una strada suburbana collegava il suo territorio a Vicenza per il Gogna e Valle Sant'Agostino. Verso la metà del secolo XI era già Comune; disputata fra vicentini e padovani, divennefeudo dei Maltraverso del ramo dei Malacappella. Coinvolta nelle lotte medioevali fra guelfi e ghibellini, ebbe il castello distrutto nel 1240 da Ezzelino da Romano. Nel 1266 passò sotto il dominio di Padova e nel 1311 sotto quello degli Scaligeri, che la ricostruirono e la cinsero di mura. Passata ai Visconti nel 1387, entrò a far parte della Repubblica Veneta nel 1404. Durante il dominio veneziano fu tenuta in gran conto, come dimostra il fatto che era retta da un Podestà proprio, e non dallo stesso di Vicenza; privilegio simile fu concesso, in tutto il Vicentino,alla sola Marostica. Durante la pestilenza del 1630 dovette subire la perdita di più di 1.000 abitanti. Fu elevata a città nel 1834.


Arte
Villa Giovannelli - Fu eretta tra il 1838 e il 1877 su disegno di Giuseppe Balzaretti. Grandiosa, con ingresso scenografico e parco vastissimo, aveva un tempo il pianonobile sfarzosamente arredato e decorato. Il salone d'onore, la sala della musica e la biblioteca furono affrescati da Mosè Bianchi. Nella villa è incorporata l'abbazia benedettina dei Santi Fermo e Rustico. La cappella conserva abside e campanile romanico, ma il resto è ricostruzione ottocentesca

Duomo - Fu eretto fra il 1877 e il 1895 su disegno di Giacomo Franco in stile neo-romanico. Ha interno a tre navate.

Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta - Risale alla fine del secolo XIII, ma fu ampliata a più riprese e ricostruita nel 1615. L'interno è a tre navate. Conserva tele di Giambettino Cignaroli e di Benedetto Montagna. La torre campanaria è del 1573.


Chiesa dei Santi Fermo e Rustico - Fu ricostruita nel secolo XIX su progetto dell'architetto Zanella in stile lombardo. L'interno è a croce latina con un bel pavimento di marmo. Conserva "Martirio dei Santi Fermo e Rustico" di Francesco Montemezzano, "Nozze di Cana" e "San Girolamo e altri Santi" di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto.

Santuario della Madonna dei Miracoli - Risale al 1487-1501. Il progetto era di Lorenzo da Bologna, ma fu realizzato da Alvise Lamberti di Montagnana. Di stile gotico, ha bella facciata lombardesca e reca una miracolosa immagine della Vergine dipinta su un muro. Posto alle dipendenze del Monastero di Santa Maria in Organo di Verona, vi rimase dal 1487 fino al 1768, anno in cui Venezia soppresse la congregazione degli olivetani che possedeva quel monastero. Nel 1773 la famiglia Balbi-Valier acquistò dalla Repubblica Veneta tutti i beni degli olivetani annessi alla chiesa e al convento e concesse in abitazione al curato parte del vecchio monastero riservando per sè il resto. Il Santuario ha quattro cappelle; a destra della porta laterale è quella miracolosa, che raccoglie interessanti tavolette votive.

Eremitaggio francescano di San Daniele - Risale al 1243; la chiesa è del 1447 ma fu malamente restaurata all'inizio del secolo scorso. Conserva intatto il campanileromanico-gotico. Ha interno a una navata con soffitto a capriate.

Villa Pisani a Bagnolo - Fu iniziata nel 1544; il progetto del Palladio fu però molto modificato e realizzato solo in parte. All'ingresso, molto belli i tre archia bugnato e il timpano.

Chiesa della Purificazione a Bagnolo - Se ne ha memoria fin dal 1206; verso il 1530 subì radicali restauri. Demolita nel 1749, fu sostituita da un'altra più grandecon lo stesso titolo. Conserva una tela attribuita al Tintoretto o alla sua scuola.


Villa San Fermo - L'edificio giallo ocra è circondato da un lussureggiante parco e ha un ingresso monumentale ai piedi del colle, in asse con la piazza Garibaldi. L'ingresso del Bagnara rappresenta i fiumi italiani (1868). La villa fu costruita nel 1877, voluta dal principe Andrea Giovanelli, su un precedente palazzo Contarini. Presenta all'interno nei tre saloni principali affreschi di Mosè Bianchi, che rappresentano il ciclo di Flora e Guerra e Pace. Notevoli sono gli stucchi del Careni e lo scalone scenografico del Meduna.


Villa Pisani Ferri a Bagnolo - Villa Pisani a Bagnolo fu commissionata ad Andrea Palladio nel 1541 da Vittorio Pisani, come villa-fattoria, al centro delle risaie, con l'imbarco sul fiume Guà. Realizzata ne1 1544-45 è la seconda villa progettata dall'architetto e ne presenta tutto lo stile. La facciata sul fiume è dominata dal timpano con lo stemma dei Pisani e dalla trifora a bugnato rustico, incastonati da due torrette di gusto medioevale. La facciata verso la campagna ricorda le ville toscane del '500 con una bella finestra termale: si apriva sull'aia dominata dalle barchesse, con scuderie, magazzini e abitazioni dei contadini, ma purtroppo solo un lato del porticato è rimasto dopo il bombardamento del 1945.   
All'interno ben conservato è il salone a TAU, con volta a botte che s'innesta nella volta a crociera. Gli affreschi con Fetonte che cade nell'Eridano sono attribuiti a Bernardino India, allievo di Raffaello. Le sale al piano nobile sono arredate con mobili d'epoca. La sala della musica è affrescata con scene dall'Orlando Furioso sul soffitto (datate 1549) e con scene del Decamerone sulle pareti. Notevoli sono i camini, i sedili sotto le finestre e il lavamani su disegno del Palladio che si trova nel cucinone. La villa è stata restaurata e aperta al pubblico ne1 1993 ed ora gli attuali proprietari stanno ultimando il restauro con importanti lavori strutturali e di abbellimento del giardino. E' visitabile dal 1° di aprile al 1° di novembre, tutti i giorni su appuntamento, e la ProLonigo, con il benestare dei proprietari, una volta all'anno apre la villa al pubblico con una visita guidata. Si tengono inoltre concerti, appuntamenti culturali e mostre di Arte Contemporanea organizzate dalla proprietaria stessa.


Palazzo Pisani - A Lonigo si possono ancora vedere due torri dell'antico castello la cui area fu acquistata dalla famiglia Pisani che nel 1564 fece costruire l'edificio, dove ora si trova la sede municipale. Il palazzo è ritenuto opera del Sanmicheli ed è un nodo urbanistico importante nel cuore di Lonigo. Mentre la facciata nord chiude scenograficamente la piazza, la fronte opposta appare, a chi arriva a Lonigo, come una maestosa porta della città. Il palazzo presenta due piani nobili, carattere raro nell'architettura del tempo, e usa al piano terreno il bugnato, che ne sottolinea l'imponenza.


La Rocca Pisana - Sul colle che domina Lonigo, dove sorgeva un antico ridotto fortificato, Vittore Pisani nel 1576 decise di costruire una seconda villa in un luogo che avrebbe fornito un sicuro rifugio per sfuggire alla pestilenza scoppiata in quell'anno a Venezia. Autore di questo edificio è Vincenzo Scamozzi, interprete della nuova esigenza dei nobili di avere una dimora realizzata in posizione amena in un momento in cui la nobiltà rifiuta la conduzione diretta del fondo, perchè ogni attività meccanica viene giudicata incompatibile e saranno fattori e gastaldi ad occuparsi dell'amministrazione dei campi. La villa, a pianta centrale, coronata da una cupola avente alla sommità una apertura circolare, realizza un felice connubio tra edificio e paesaggio circostante. Il pronao ionico è inserito nel corpo di fabbrica solo nella facciata principale, mentre gli altri lati si aprono con una semplice serliana. L'interno appare nudo, non turbato da decorazioni o pitture e si esprime mediante il fluire della luce. La villa, realizzata dal giovane Scamozzi mentre Palladio è ancora in vita (morirà nel 1580), è una sfida alla Rotonda palladiana, di cui ripete la struttura a pianta centrale con cupola, migliorandone però la disposizione delle stanze e i rapporti interno-esterno


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