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MONTECCHIO - VICENZABIONDE

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Montecchio Maggiore - Cenni Storici
Il nome deriva da "monti clus", cioè "piccolo monte". Nel territorio furono rinvenuti cippi funerari, vasi e iscrizioni romane; pare che l'importanza strategica di Montecchio, che domina il passaggio per la Valle dell'Agno, fosse segnalata fin da epoca romana, quando una via suburbana la collegava a Vicenza per Campo del Gallo. Nel 1236 fu possesso di Ezzelino da Romano; nel 1320 passò sotto il dominio scaligero e nel 1354 Cangrande II vi fece ricostruire i due castelli; nel 1387 passò sotto il dominio visconteo e nel 1404 sotto quello veneziano. Nel 1880 fu inaugurata la linea tramviaria Vicenza-Montecchio-Valdagno.


Castello della Villa detto anche castello di Romeo - Fu eretto nel 1354 dagli Scaligeri e costituisce un bellissimo esempio di architettura militare trecentesca.


Castello di Bella Guardia detto di Giulietta - Eretto alla stessa epoca dell'altro, fu con esso smantellato dai veneziani nel 1514. Entrambi erano stati possesso dapprima dei Bongiudei e verso il Mille dei Pilei. Restaurati nel 1260, erano stati poi ricostruiti da Cangrande II della Scala.

Villa Cordellina-Lombardi - Di forme palladiane, fu fatta erigere da Carlo Cordellina-Molin tra il 1735 e il 1760 sul luogo in cui esisteva già nel '600 la vecchia casa dominicale dei Molin. La paternità, a lungo dubbia, pare sia da attribuire a Giorgio Massari. Sulla facciata è un pronao a quattro colonne ioniche; al centro del timpano, stemma della famiglia; sugli acroteri tre statue di linee elegantissime attribuite alla bottega dei Bonazza.

Il cortile posteriore è raccolto tra alte mura e i due palazzetti, detti Torrette. All'interno il salone, detto "portego", su cui danno le altre stanze è "mirabile per l'armonia delle proporzioni e per la trama degli stucchi che si distende sulle pareti e sul soffitto destinata a formare cornice alle scene dipinte da GiovanniBattista Tiepolo" (1743). I colori degli affreschi, un tempo assai vivaci, sono ora affievoliti e alterati. La villa ospita una notevole raccolta pittorica con tele del Ricci, del Cignaroli, del Carpioni, del Carracci. Nel bel giardino all'italiana che la precede si trovano statue dei Bonazza. Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore è una delle più belle ville esistenti sul territorio vicentino. Un grande lavoro di recupero e restauro ha permesso in questi ultimi anni di riportare il sito al suo antico splendore. La volle il giureconsulto Carlo Cordellina ed i lavori si protrassero dal 1735 al 1760: per essa l’architetto Giorgio Massari si ispirò dichiaratamente a moduli palladiani. Per alcune soluzioni del grande complesso fu interpellato anche Francesco Muttoni che a Vicenza era riuscito a coniugare la tradizione palladiana con le forme barocche. Nel rispetto dei canoni della villa veneta di campagna, particolare attenzione fu dedicata ai rustici ed al giardino, impreziosito da gruppi scultorei. La villa rimase di proprietà di Lodovico Cordellina figlio di Carlo fino ai primi decenni dell'800 quando fu unita al collegio Lodovico Cordellina, che da soggiorno per gli allievi la trasformò in uno stabilimento di allevamento del baco da seta. Nel 1943 passò al conte Gaetano Marzotto e nel 1954 a Vittorio Lombardi che fece restaurare gli immobili e risistemare i giardini. Anna Maria Lombardi cedette la Villa e l'annessa Cappella Pizzocaro all'Amministrazione Provinciale di Vicenza, attuale proprietaria.Il complesso architettonico non esaurisce i motivi di interesse: Giovan Battista Tiepolo, infatti, vi eseguì nell’autunno del 1743 un ciclo di stupendi affreschi ispirandosi ai fasti di Scipione l’Africano e di Alessandro Magno. All'esterno, volgendo lo sguardo alle verdi e dolci colline tutto intorno, un’erta ripida conduce sino ai famosi Castelli di Montecchio, che lo scrittore vicentino Luigi Da Porto scelse per ambientarvi la novella dell’amore infelice di Giulietta e Romeo.


Villa Lorenzoni - Neoclassica, è opera di Bartolomeo Malacarne.
Villa Gualda - Risale al 1530 e si ispira ai modi del Sanmicheli.
Duomo di San Vitale - È un edificio neogotico che risale al 1892. Ha altare maggiore della bottega del Marinali e, nell'oratorio a sinistra del presbiterio,"Santi Leoni I, Vitale e Caterina d'Alessandria", bel trittico trecentesco di pietra.
Chiesa di San Pietro - Fu riedificata nel secolo XVI, quando fu eretto pure il campanile, e in seguito rimaneggiata. Conserva statue cinquecentesche, dipintidel Maganza e la "Madonna della sapienza" (1519), tela di Giovanni Buonconsiglio nativo di Montecchio.
Oratorio di San Valentino - Risale al XVI secolo.
Museo Civico "G. Zannato"



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