PERCORSO - VICENZA-BIONDE

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LA GARA

Una corsa attraverso il territorio, la storia, l'arte, i sapori e le tradizioni di 17 comuni

Il percorso in linea della Vicenza-Bionde, merita di essere considerato anche sotto una diversa prospettiva: quella relativa all’aspetto storico, artistico, ambientale, paesaggistico e gastronomico.
Da Vicenza, ai comuni collinari del Vicentino e del Veronese, dalla città di Verona fino ai piccoli centri della grande pianura, l'itinerario della corsa offre agli sportivi più attenti e sensibili al fascino della storia e dell’arte, spunti e stimoli di grande interesse. Anche se l’attenzione generale sarà per la parte agonistica, potrà esservi ugualmente il modo di apprezzare le bellezze artistiche e paesaggistiche dei luoghi attraversati dai corridori. L’auspicio è che, magari in un secondo momento o in prossimo futuro, lo spettatore sia indotto a ritornare, questa volta con più calma e più tempo a disposizione, sui luoghi appena intravisti in occasione della gara per gustare appieno le bellezze di questa parte importante di territorio veneto, ricca di storia e di sapori straordinari con i suoi vini e le specialità gastronomiche tipiche, che l’hanno resa famosa nel mondo.

Ettore Isoli


Dal Prof. Gian Paolo Marchini, conservatore della Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo di Verona, un contributo in occasione della 61^ edizione della gara, che mette in risalto la doppia valenza della Vicenza-Bionde nel binomio sport-cultura, che si lega fortemente al territorio attraversato, regalando all'osservatore tremila anni di storia ed arte che si incrociano e si sovrappongono fino a formare questo straordinario patrimonio di civiltà veneta che noi tutti abbiamo il dovere di conservare e divulgare.

“Un percorso d’arte”

Sport e cultura non sono un binomio antitetico, ma discipline che condividono valori morali e che insieme esprimono importanti potenzialità di progresso civile. Questo, in sintesi, è il messaggio che la “Vicenza-Bionde” vuole diffondere. Infatti il percorso della gara, 170 Km che si snodano attraverso dodici Comuni del Vicentino e altrettanti del Veronese, presenta una concentrazione di contenuti storici, artistici e paesaggistici di grande rilievo. Non è possibile in poche righe analizzarli singolarmente perché i soli due Comuni capoluogo, Vicenza e Verona, richiederebbero ampie trattazioni. Civiltà paleoveneta, testimonianze archeologiche della romanità, resti di età longobarda, sopravvivenze del Medioevo dei liberi Comuni, della Signoria scaligera, che proprio nel territorio attraversato dalla corsa ciclistica ebbe la sua culla, e poi l’orma impressa durante quattro secoli della presenza veneziana, fatti e luoghi dell’epoca napoleonica e asburgica fino all’annessione, assieme a tutto il Veneto, al Regno d’Italia, tremila anni di storia e di arte che si incrociano e si sovrappongono tanto da permettere articolate letture diacroniche e sincroniche. Andrea Palladio (la gara parte dalla piazza dei Signori di Vicenza, all’ombra della Basilica), Michele Sanmicheli (la corsa, attraverso Piazza Bra, lascia Verona da Porta Nuova), Gian Giorgio Trissino (Villa Trissino), mèntore del Palladio, Vincenzo Scamozzi (rocca Pisani), Giorgio Massari (villa Cordellina), Alessandro Pompei (villa Pompei-Carlotti), i castelli di Montecchio (da dove trae origine la leggenda dei Montecchi e Capuleti), la chiesa abbaziale di San Pietro di Villanova, la Pieve della Strà di Colognola ai Colli, villa Musella, il Castello di Salizzole, ultimo Comune attraversato dalla corsa (là nacque Verde, madre di Cangrande della Scala), le signorili dimore di Bionde di Visegna (dove la corsa si conclude) sono soltanto alcuni degli esempi e dei nomi che è possibile estrapolare lungo il percorso della gara. Una corsa davvero speciale, questa 61ma “Vicenza-Bionde”, che, grazie alla sensibilità dei F.lli Morelato, si è avvalsa per la presentazione ufficiale anche di una cornice di grande fascino e suggestione: villa Dionisi di Cà del Lago presso Cerea, gioiello architettonico immerso in uno splendido parco, ma anche nel Settecento, tempio della cultura e dell’arte, che sta rinascendo a nuovo splendore e a nuova vita culturale grazie all’impegno mecenatesco degli attuali proprietari.

Prof. Gian Paolo Marchini


 
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