Per tantissimi anni, sono stati i fiori della primavera a portare la VICENZA-BIONDE facendo uscire tutti sulle strade, intere famiglie, cittadini giovani e vecchi, sportivi e amanti del ciclismo. Una sorta di appuntamento fisso che puntualmente si è sempre rinnovato conservando intatto il fascino che ne ha fatto la storia.
Quest'anno la pandemia ci costringe a spostare la nostra gara in autunno, una stagione inconsueta per questa "signora" che, raggiunta e superata agevolmente la meta dei settacinque anni, prosegue imperterrita a tracciare una scia multicolore fatta di storia e di presenza viva nello sport nazionale. La nostra gara, divenuta ormai da lunghissimo tempo una "classica" del ciclismo, imperdibile per tutti gli appassionati, è una delle pochissime corse in linea rimaste ancora nel calendario nazionale della Federazione Ciclistica Italiana.
La VICENZA-BIONDE è la competizione sportiva più anziana del panorama ciclistico veronese, e possiede una storia che poche altre gare possono vantare. E' una corsa particolare, che porta con sé un pezzo di storia italiana, se andate a visitare il sito www.vicenzabionde.it potrete rendervi conto attraverso le foto e gli aneddoti, quanto sia cambiato nel frattempo il nostro paese, i mezzi meccanici, le strade e le facce degli uomini che negli anni hanno "fatto" questa gara come atleti, organizzatori o semplici spettatori.
Oggi, la vittoria conquistata in questa classica delle due province, rappresenta certamente uno dei traguardi più ambiti dagli atleti che desiderano presentare un biglietto da visita valido per l'entrata tra i campioni nel difficile mondo del ciclismo professionistico. A loro il duro compito di conquistare un posto nell'albo d'oro ricco di nomi prestigiosi.
A noi organizzatori basterà sapere che quel giorno a Bionde, la gente avrà lasciato alle spalle i problemi per fare spazio allo spettacolo sportivo ed all'amicizia, temi che scaldano ancora il cuore.
Dovete sapere che per molti anni la gara partiva dal centro della città di Vicenza dove, in Viale Trieste, aveva sede il glorioso V.C. Vicenza Campagnolo, allora presieduto dal Cav. Tullio Campagnolo, inventore del famoso cambio. Si è interrotta purtroppo la bellissima consuetudine, durata otto anni, che con il consenso dell’Amm.ne Comunale in carica, aveva visto la Vicenza-Bionde ritornare a partire, dal 2003 fino al 2010 dal centro storico di Vicenza, nel prestigioso salotto di Piazza dei Signori. Da parte nostra, speriamo un giorno di ritornare ancora alla partenza della gara dalla sua collocazione naturale, rispettosa della tradizione e del prestigio che le deriva dalla storia.
Il tracciato di gara della 78^ Vicenza-Bionde, analizzato nell'insieme non si può definire molto selettivo, ma proprio per questo deve essere valutato attentamente dalle formazioni provviste di velocisti che desiderano puntare seriamente alla vittoria finale. Il rischio di sprecare energie per correre su tutte le fughe, è sempre da tenere presente. La gara si dipana lungo un percorso di 163,7 Km e spesso abbiamo assistito a tentativi di fuga partiti da molto lontano, ma che non hanno avuto successo, forse per una sorta di "fuoco agonistico" che prende i corridori quando arrivano sul circuito finale. Quando i corridori raggiungono Bionde, il fascino antico della gara in linea si mescola con lo spettacolo dei passaggi ripetuti sotto il traguardo, insieme agli applausi del foltissimo pubblico presente. Saranno quindi le strategie, i giochi di squadra, gli scatti continui, le fughe ed i continui attacchi e colpi di scena che nel loro insieme offriranno puntualmente alle migliaia di appassionati spettatori i contenuti spettacolari, tecnici ed agonistici, che da sempre fanno della Vicenza-Bionde uno degli appuntamenti più importanti della stagione ciclistica nazionale per i corridori dilettanti.
Sport e cultura non sono un binomio antitetico, ma discipline che condividono valori morali e che insieme esprimono importanti potenzialità di progresso civile. Questo, in sintesi, è il messaggio che la “Vicenza-Bionde” vuole diffondere. Infatti il percorso della gara, 163,70 Km che si snodano attraverso una decina di Comuni Veronesi, presenta una concentrazione di contenuti storici, artistici e paesaggistici di grande rilievo. Non è possibile in poche righe analizzarli singolarmente perché richiederebbero ampie trattazioni. Civiltà paleoveneta, testimonianze archeologiche della romanità, resti di età longobarda, sopravvivenze del Medioevo dei liberi Comuni, della Signoria scaligera, e poi l’orma impressa durante quattro secoli della presenza veneziana, fatti e luoghi dell’epoca napoleonica e asburgica fino all’annessione, assieme a tutto il Veneto, al Regno d’Italia, tremila anni di storia e di arte che si incrociano e si sovrappongono. Dalle mura medievali di Soave, a villa Pompei-Carlotti di Illasi, a Villa Sagramoso detta "il castello" di Zevio, a Villa Maffei Rizzardi detta "Corte Grande" a Palù, per non parlare di Oppeano con le straordinare scoperte archeologiche, e poi Bovolone con Villa Barbaro Avogadro detta il Palazzo Vescovile e la Pieve di San Giovanni in Campagna, fino al Castello di Salizzole, ultimo Comune attraversato dalla corsa (là nacque Donna Verde, madre di Cangrande della Scala), per finire con le signorili dimore di Bionde di Visegna (dove la corsa si conclude) sono soltanto alcuni degli esempi e dei nomi che è possibile estrapolare lungo il percorso della gara.